Più limoni per tutti.

Ne ho ascoltate tante di storie di carne nella mia carriera di venditrice di pezzi di manzi e maiali, le ho ascoltate tutte avidamente perché in verità, fare la Macelliera è una vocazione pettegola per natura. Spesso mi è capitato di capire molto di più di una persona sentendola parlare di sesso che di eguaglianza o capitalismo.

Detto questo, quando in un gruppo si comincia a trovare il modo di parlare di sesso,  facendo allusioni più o meno esplicite, non esiste genere. Tutti si destreggiano con maestria tra battute più o meno folgoranti e le temperature interne di alcuni salgono vertiginosamente. Ah, capita solo a me? Può essere, Mi riconosco come una femmina sana, amante  entusiasta delle proteine e non me ne sono vergognata, ne ho fatta una professione! ecco, torniamo alla macelleria che altrimenti perdo il filo e comincio a sudare a ritrovarlo.Continua a leggere

Piango merenda anche io, #missionepiangiamotutti.

Non ho mai nascosto il mio disappunto verso chi si lamenta di frequente, chi gira intorno ai discorsi prendendo poco sul serio sé stesso e la pazienza degli altri. È una mia pecca, non riesco a trovare pace se una persona cerca compassione sterile e il tempo mi appare di colpo sprecato, così come le energie. Esiste poi un tipo di “piangi merenda” forse peggiore, o solo diverso non lo so, che è quella persona che è completamente intransigente con sé stesso e così piange merenda in solitudidine perché tende a vedersi sempre “mai abbastanza”. IO 😀

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Funziona il perdono responsabile?

Forse è solo una questione di perdono responsabile, vai a capire…

Chiedo perdono per tutte le volte che ho incolpato qualcun’altro pur di non prendermi la responsabilità di ciò che ho detto e fatto, senza morire di vergogna.

Chiedo perdono per le offese urlate e per le parole taglienti sibilate, senza sentirmi un mostro senza cuore.

Chiedo perdono per tutti i consigli non richiesti dati, senza sentirmi mortificata.

Chiedo perdono per il sarcasmo usato e non compreso, senza sentirmi incompresa.

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Sotto vuoto.

Il dolore quando arriva ti investe, ti travolge a volte e ti immobilizza altre, ma quando arriva nella mia testa esiste da sempre un piccolo luogo libero e sgombro in cui rifugiarmi, perché l’esperienza insegna.
Quel posto questa volta ha fatto un botto, qualcosa è andato in crash. Non che non esista più, credo, ma è esploso, si è disintegrato o forse ha solo deciso che non voleva più rimanere così com’era. Niente di pauroso o preoccupante, succede anche se fa male a fin di bene.Continua a leggere

La piccola grande Bellezza.

Appena letto il post del tema del mese di GC, sono riuscita a pensare ad una cosa sola: Elisa spalmata su di me appena nata, calda quel tanto da sedare ogni mio brivido di freddo visto che ero nuda, bagnata quel tanto da sentirla ancora appiccicata e morbida quel tanto da incastrarsi trai seni accoglienti di donna non più gravida. Il ricordo è qualcosa di ancora molto vivido, l’ultima spinta e quel calore sono la Bellezza più grande che i miei occhi abbiano potuto vedere e il mio corpo provare.
So per certo che questo stato di beatitudine è stato condiviso da suo padre.

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