Macelleria Sentimentale: di aggiunte e sottrazioni.

Fra una settimana aprono i Mercatini di Natale qui in zona, siamo già tutti in fibrillazione: turisti che vengono da ogni dove che impazziscono per l’angelo finto con la boccuccia a O, che si rincretiniscono per un vin brûlé da 10 euro al millilitro, che vagano infreddoliti alla ricerca di un souvenir da 100 monete da due nette e che si divertono a fare le sardine. Ecco. (Mi pare sciocco ribadire quanto io sia orgogliosamente asociale sotto le feste e non)Continua a leggere

Ti auguro una luce particolare: il faro.

Non ho mai capito esattamente cosa sia un faro, ne ho visti diversi ma a parte nei film di paura, quelli dove l’abitante unico di un’isola sperduta viene inseguito per essere sgozzato sulla grande lampadina, non ne ho mai visitati. So che è una torre con dentro una luce, una grande luce, che indica la strada o un pericolo a chi è in navigazione, stop. Non so altro, perché a me, della roba di mare non è mai interessato troppo. Cioè, se mi chiedono cosa sia una funivia o una malga ci posso arrivare, ma con la roba da marinai ho più di qualche problema. Tutto questo per dire che possiedo un faro e ne devo scrivere , perché  le cose belle si sa che rimangono preziose anche se condivise o forse sono belle proprio perché condivise. Continua a leggere

Nota I: il sesso. #Macelleria Sentimentale.

Non so se c’entri l’estate che scalda gli ormoni o il fatto che per la pioggia si è costretti a stare di più a casa sotto le lenzuola, ma qui in Macelleria siamo sommersi da richieste di ogni tipo riguardanti il sesso. Ho pensato di fare una piccola guida, una sintesi unica in cui racchiudere tutte le risposte, che tra trombamici e trombonemici mi sembra che ci sia un po’ troppa confusione.
La prima moglie del macellaio, la Bertilla, ci ha sempre detto che la donna lo deve fare anche se non sente nulla. Cioè, il sesso va fatto e il marito, per tenerlo fedele tocca prenderlo sopratutto per la pancia, -altro che sesso-, facendogli da mangiare bene. Era senza due dita: tagliando una carota per fare il soffritto del ragù le è sguillata la mannaia.
La duchessa di MonteOrbo invece, diceva che l’uomo lo conquisti con la dedizione: per essere felici bisogna avere occhi solo per lui. Il sesso deve essere fatto al buio e in silenzio perché non sia mai che l’uomo si accorga da qualche smorfia o sbadiglio, che ciò che sta facendo non sia proprio una perfetta prestazione. La povera Luisella è morta d’infarto quando dopo il servizio si è ritrovata nel letto il cocchiere, quello anziano, e non suo marito.
Ma vediamo chi ci ha contattato di recente.

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Macelleria Sentimentale #4

Il ritorno è sempre una cosa positiva per me, tornare a dedicare del tempo alla Macelleria è una vittoria a priori. Un po’ perché lavorare con la carne fresca mi fa sempre bene e un po’ perché sprizzo veleno da tutti i pori e nel virtuale posso fare senza dubbio meno danni.

Una cara amica si dice “molesta” io oggi posso solo dirmi “incontinente ” e ci siamo capiti senza troppe parolacce.

Mi scrive la dolcissima, l’ amabilissima, la tenerissima, la cara e quasi prediletta signora Rosa. La gente che la conosce bene la chiama Cartada7euro, non ho mai approfondito le motivazioni e mi voglio attenere a ciò che mi scrive senza farmi traviare da falsi pregiudizi di paese. Ha un marito che tutti chiamano il Gobbo, non perché sia juventino o curvo davvero, ma perché sono anni che regge il peso di essere sposato e cammina tutto svergolo. Tutti però sanno che ha partecipato a qualche puntata della D’Urso come opinionista di paese, che ha fatto la pubblicità del formaggino con i crauti liofilizzati a tre anni e che sulla carta d’identità si è fatta scrivere: celebrità. Boh.Continua a leggere

Macelleria sentimentale #3

Ero qui che mettevo in ordine le bollette e ad un certo punto appare il simbolo della busta delle mail sullo schermo. Ci clikko su senza pensare di trovare materiale per la  Macelleria Sentimentale ed ecco che mi ritrovo una confessione a cuore aperto di Fifi.
Fifi è quella che gira con le calze mezze giù e il rossetto rosso chic, sui denti. Il suo vero nome è Luigina Rufina Malarossa, proviene da una famiglia onesta di operai. Viveva in una casetta a schiera e coi suoi fratelli giocava sempre a nascondino e a biglie nella sabbia del parco vicino alla piazza Centrale. Porta minigonne inguinali e top maculati fucsia pure d’inverno. Ha una giacca giallo senape marcia che ne preannuncia l’arrivo da 200 metri di distanza e porta borse verde fosforescente in ogni stagione. In paese si racconta che abbia un marito da così tanti anni, 18 per l’esattezza, perché ha fatto un incantesimo con buccia di banane, peli di gatto e rospo vergine.Continua a leggere