Cure compassionevoli e cure magiche.

“Ha tre mesi di vita”.
Sentenza bastarda, a detta del primario di oncologia. A ripensarci mi si chiude lo stomaco e ricordo bene quanto la mia testa girasse. Ma non voglio parlare di dolore, sono solo incazzata da morire.
“In via palliativa possiamo provare una cura in via sperimentale. La cura ha funzionato due volte su quattro”.
In via palliativa, in via sperimentale… martedì mattina infusione di chemioterapici per otto/nove ore e il venerdì una chemio lampo di tre ore. La settimana dopo da capo. Per mesi, con qualche interruzione, anni.
Quei tre mesi sono diventati 4 e poi 5 e poi 6 e poi 7. Poi è passato il primo anno, il secondo con una ricaduta dietro l’altra, il terzo con la speranza di aver debellato il cancro, il quarto che ci ha spaccato il cuore in due e il quinto che se l’è portata via.

In questi giorni sento parlare di continuo di cure compassionevoli, cure palliative, cure alternative e diritto alla cura. Non sono in grado di sostenere teorie scientifiche o trattati medici di nessun tipo, parlo da figlia e basta. Da figlia che ha avuto un certo tipo di esperienza.Continua a leggere