Macelleria sentimentale #3

Ero qui che mettevo in ordine le bollette e ad un certo punto appare il simbolo della busta delle mail sullo schermo. Ci clikko su senza pensare di trovare materiale per la  Macelleria Sentimentale ed ecco che mi ritrovo una confessione a cuore aperto di Fifi.
Fifi è quella che gira con le calze mezze giù e il rossetto rosso chic, sui denti. Il suo vero nome è Luigina Rufina Malarossa, proviene da una famiglia onesta di operai. Viveva in una casetta a schiera e coi suoi fratelli giocava sempre a nascondino e a biglie nella sabbia del parco vicino alla piazza Centrale. Porta minigonne inguinali e top maculati fucsia pure d’inverno. Ha una giacca giallo senape marcia che ne preannuncia l’arrivo da 200 metri di distanza e porta borse verde fosforescente in ogni stagione. In paese si racconta che abbia un marito da così tanti anni, 18 per l’esattezza, perché ha fatto un incantesimo con buccia di banane, peli di gatto e rospo vergine.Continua a leggere

Macelleria Sentimentale #2

Scrive alla Macelleria Sentimentale Melissanella, ragazza turbolenta nonostante il nome che le hanno affibiato. Ha saputo del nuovo servizio proposto dalla cugina di una conoscente dello zio di un mio coscritto. Mi ricordo di Melissanella, ricordo come fosse oggi quando entrava in negozio e faceva comprare a sua madre salsicce di cinghiale all’aglio e brillantina. Mi sono sempre chiesta come facessero a mangiare 48 paia di salsicce a settimana, nessuna delle due poi, portava cera sui capelli ma vabbè.
Si diceva che la madre avesse frequentazioni poco raccomandabili: i gangster di paese. Loschi individui che negli anni Settanta rubavano i trattori per la raccolta delle mele, per usarli come mezzo di trasporto per le vacche in transumanza.

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Macelleria Sentimentale, il principio.

Mi scrive Beluerta, amica strana di lungo corso. Credo di averla conosciuta nel ’76 in negozio tra un cartoccio di cremino e un litro di latte d’asina. Grazie alla macelleria ho incontrato tanta gente tutta diversa. Eravamo due ragazzine con le trecce e ora siamo due donne dalle mille risorse e dagli svariati svarioni.
Comunque dicevo, mi ha scritto alla Macelleria Sentimentale per sottopormi il seguente quesito: tu che ne sai tante, come si fa ad amare un uomo che gli puzzeno i piedi? E come si fa a rimaner sposate fino al 25.mo di matrimonio (mancano pochi giorni), per ricevere il brillante promesso da decenni?

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