Macelleria Sentimentale: di aggiunte e sottrazioni.

Fra una settimana aprono i Mercatini di Natale qui in zona, siamo già tutti in fibrillazione: turisti che vengono da ogni dove che impazziscono per l’angelo finto con la boccuccia a O, che si rincretiniscono per un vin brûlé da 10 euro al millilitro, che vagano infreddoliti alla ricerca di un souvenir da 100 monete da due nette e che si divertono a fare le sardine. Ecco. (Mi pare sciocco ribadire quanto io sia orgogliosamente asociale sotto le feste e non)Continua a leggere

Arrabbiature sane per tutti: l’incazZen.

La mia paura più grande e terrificante è quella di litigare con qualcuno, tipo al telefono e di non rivederlo più. Cioè, mentre discuto con una persona che guida o che deve allontanarsi o che è lontana, ho paura di non risolvere la discussione e che non ci sia o sarà più occasione di farlo.
So che è una cosa un po’ da sfiga nera, sarà anche che sono condizionata dai lutti subiti, ma è così. Ho sognato ormai non so più quante volte, di una coppia di Carabinieri che bussano alla mia porta per dirmi che c’è stato un incidente, che lui è morto, che io non posso più parlargli perché non è nemmeno all’ospedale ma già andato e mi sveglio madida di sudore, con il fiato corto e con l’unico sollievo di avergli allungato la vita, forse. C’è sempre tempo, mi dico.

Continua a leggere

Cure compassionevoli e cure magiche.

“Ha tre mesi di vita”.
Sentenza bastarda, a detta del primario di oncologia. A ripensarci mi si chiude lo stomaco e ricordo bene quanto la mia testa girasse. Ma non voglio parlare di dolore, sono solo incazzata da morire.
“In via palliativa possiamo provare una cura in via sperimentale. La cura ha funzionato due volte su quattro”.
In via palliativa, in via sperimentale… martedì mattina infusione di chemioterapici per otto/nove ore e il venerdì una chemio lampo di tre ore. La settimana dopo da capo. Per mesi, con qualche interruzione, anni.
Quei tre mesi sono diventati 4 e poi 5 e poi 6 e poi 7. Poi è passato il primo anno, il secondo con una ricaduta dietro l’altra, il terzo con la speranza di aver debellato il cancro, il quarto che ci ha spaccato il cuore in due e il quinto che se l’è portata via.

In questi giorni sento parlare di continuo di cure compassionevoli, cure palliative, cure alternative e diritto alla cura. Non sono in grado di sostenere teorie scientifiche o trattati medici di nessun tipo, parlo da figlia e basta. Da figlia che ha avuto un certo tipo di esperienza.Continua a leggere