Il coraggio di avere paura.

Nonostante tutto per me è un grande momento. Lo sento nel mio bisogno di solitudine e di riflessione, lo percepisco nella ciccia che trema e nei pensieri che non trovano pace per quanto sono numerosi. Annuso l’aria elettrica e mi dico che tutto quello che mi succede non è altro che ciò che desidero, virus a parte. Molte cose succedono proprio perché si è lavorato per farle accadere, no? È lecito avere paura però, mi dicono. Non ci avevo mai pensato.

Vivere al meglio a volte è faticoso, non per la fatica in sé, quella si supera con l’aiuto di qualche integratore ad hoc, ma per il boicottaggio consapevole che si mette in moto davanti ad un cambiamento. Credo che la mia mente, come quella di molti miei simili, sia tarata per vivere aggrappata a certe abitudini di pensiero, magari non del tutto sane, magari anche dolorose, ma che riescono a dare una specie di senso di sicurezza. Appena i programmi differiscono di un po’, arriva la paura.Continua a leggere

Dialogo realmente sentito.

-Uè sono Amur, posso sedermi?-

-…ancora tu? Pensavo di starti sui cuori.-

-Ma va, a me di te non è che importa più di tanto, io penso a fare per bene le cose per me stesso. E sui cuori non mi sta nessuno.-

-Ecco.Appunto. Simpatia portami via.-

-Lavoro per me stesso, sono freelance.-

-È una cosa grave? Devo mettere su il caffè?

-No, non bevo e non mangio, ti seguo e basta.-

-Pure? Sei inquietante, lasciatelo dire.-Continua a leggere

L’elogio alla pazienza.

imageSono nata impaziente.

Fretta di agire, di ottenere ciò che volevo, di bruciare le tappe, di fare tutto quello che desideravo, di prendere decisioni, di imparare, di consumare una relazione, bramosia di sapere e sopratutto di parlare. Mi piaceva tutto questo brio, questa vivacità ed impulsività dello scattista di professione; mi piaceva avere sempre qualcosa da fare senza bisogno di pensarci troppo su e mi sentivo sollevata ad ogni passo -seppur frettoloso-. Mi pareva di aver sempre risolto tutto, di aver trovato il compromesso geniale, il rimedio ad ogni cosa, il riparo da ogni problema, la scappatoia più furba insomma e se non reagivo in breve ad un qualsiasi stimolo, sentivo di aver fallito. È capitato pochissimo infatti.Continua a leggere

Dolce Natale.

È quando ti permetti di affrontare il cumulo di dolore che porti sulle spalle che avviene il miracolo di una nuova nascita. Fosse anche solo un pianto che libera, lava e salva dal soffocamento.

Sará anche stato un Natale impegnativo, fatto di solitudini forzate, ma non ne ricordo uno così dolce.

Ringrazio di cuore chi non c’è, chi ci vorrebbe essere e chi c’è sempre.

Auguro a tutti la consapevolezza di poter nascere e rinascere dalle piccole grandi cose, compreso un caffè in compagnia, un’immagine che commuove o un solo abbraccio in cui sperare.

AUGURI!

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