Meglio soli o accompagnati?

È una vita che ripeto “bisogna bastarsi” ed è una vita che non mi basto. Credo. Perché altrimenti avrei risolto tutto, no? La cosa comica è che per contrastare la mia solitudine ho trovato compensazioni non sempre lecite, ho costruito muri alti, ho indossato corazze, ho intrapreso lotte con tattiche che gli spartani si sognavano ed ho allacciato  relazioni pericolose. E tutto questo perché? Mi chiedo.Continua a leggere

Altro elogio alla tristezza.

Sono tornata. 

Sono tornata solo perché ho visto questo cartone animato di cui parlano tutti e sono tornata perché ho capito che l’Internèt non poteva fare senza una mia recensione. Già.

Il film mi è piaciuto molto, anzi, dire molto è troppo poco, il film l’ho amato e lo amo, punto. Mi sono innamorata letteralmente di Tristezza: goffa quanto basta, blu come il cielo e i miei adorati Puffi (o il più recente Megamind),  con la voce da sonno e pigrizia, con l’insolenza del pessimismo e fastidio, e simpatica perché tenerona del menga.

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Come ti saluto un disturbo e mi abbuffo di abbracci.

-Ma a te cosa piace mangiare? C’è qualcosa a cui non potresti mai rinunciare?-

-Mah.-

-Insomma, sei una brava cuoca, il tuo piatto preferito? Quello che piú ami cucinare?-

-…-

-Ti guardo… Sei obesa! Ti immagino una godereccia, una che magna senza pietà insomma. Dai, su, dimmi qualcosa!-

-Non ho nulla da dirti.-Continua a leggere

Dialogo realmente sentito.

-Uè sono Amur, posso sedermi?-

-…ancora tu? Pensavo di starti sui cuori.-

-Ma va, a me di te non è che importa più di tanto, io penso a fare per bene le cose per me stesso. E sui cuori non mi sta nessuno.-

-Ecco.Appunto. Simpatia portami via.-

-Lavoro per me stesso, sono freelance.-

-È una cosa grave? Devo mettere su il caffè?

-No, non bevo e non mangio, ti seguo e basta.-

-Pure? Sei inquietante, lasciatelo dire.-Continua a leggere