San Valentino, la scoperta.

Arrivo alla fine di certe settimane e mi rendo conto di quante cose avrei voluto fare e non sono riuscita nemmeno a cominciare di pensare a farle. (picco influenzale pervenuto)
Malinconia e noia ci hanno travolto, poco sole e scarsa capacità nel chiedere aiuto hanno messo il timbro a giornate dette anche “schifosette”, che non sono proprio schifose ma fastidiose.
In questi momenti si annida in una parte poco esplorata della mia mente un sottile senso di inadeguatezza, mi dico che dovrei riuscire a fare tutto.
Quando vedo che la verdura fresca non c’è più e che dovrei fare una bella spesa di vitamine che combattono meglio febbre e raffreddore, che vorrei scrivere qualche post ma mi si incrociano le idee insieme agli occhi, che ho in sospeso lavatrici e pacchi di roba da piegare o stirare coi pavimenti che gridano vendetta e cose così, mi fermo.

ALT fermi tutti.

Fisicamente mi metto in piedi su un lato del corridoio, quello vicino alla porta d’entrata nel punto in cui ho la visuale su gran parte dell’appartamento. Fisso ogni porta e penso a quello che si nasconde in ogni armadio; mi appoggio al muro perché sono stanca e parte da un altro meandro della mia mente, credo che sia quello opposto a quello che crea il senso di colpa, dicevo, parte un ma vaccag..
Eh. Sgorga fuori mentre mi rendo conto che le cose importanti sono altre, tipo trovare in streaming le nuove puntate di The following, che sento già l’astinenza da adrenalina. Cose importanti come trovare le giuste quantità per la crema di mandorle perfetta. Grattarsi la testa, fare foto idiote, stordirsi di musica e pensare ad un’amica.

Il gesto (accompagnato dalle parole che sono determinati per la riuscita di tutto il magheggio) in sé può sembrare poco decente, maleducato, arrogante ed antipatico, eppure dopo averlo fatto comincio a respirare meglio. Poi io sono pure sboccata e mi escono anche mentre penso.

Mi hanno detto che siamo un tutt’uno, una mescolanza di caratteristiche tutte diverse. Alcune divertenti ed altre meno, alcune contraddistinguono dei lati del nostro carattere che ci rendono piacevoli ed altri che ci spaventano ma che fanno parte comunque di noi. Per vivere sereni ci vuole solo il coraggio accettarle tutte per come vengono e decidere se tenerle o cambiarle.

Il mio personale percorso mi porta sempre ad osservarmi e dimentico spesso di accettare come plausibili e reali parti di me che sono incarnate in ogni mia cellula.

Sono anche pigra.

Ok, ok, mi rassegno.

pigra

Commenti

  1. dice

    “Arrivo alla fine di certe settimane e mi rendo conto di quante cose avrei voluto fare e non sono riuscita nemmeno a cominciare di pensare a farle”

    Va be’.
    Son pigra anche io, sai?
    Ma tu hai coniato per me un nuovo termine, che adopero ogni volta che mi trovo fisicamente in piedi su un lato del corridoio: #calmamente. Guarda che fa miracoli, sai? Mi basta pensarlo e sorrido. Ti penso. E come per magia i pavimenti ammutoliscono, i panni si piegano e si stira(cchia)no da soli e i post… oplà!
    Per non parlare della spesa fresca, che ti si presenta a casa e si va a sistemare da sola nei giusti scomparti del frigo.

    #calmamente: che la magia abbia inizio. Sei una donna che non ce n’è!

  2. dice

    Oh come è rincuorante leggere questo post. I miei panni stesi..sul pavimento, lo scatolone sempre sul pavimento con i vestiti da mettere via che non vanno più bene al grande, i panni da lavare, il sacchetto con la roba stirata da mia mamma in un impeto di impietosimento verso la figlia debosciata (che sta ancora sul pavimento), il biberon sul comodino, si sentono già meglio anche se non stanno al loro posto.
    Elena.

    p.s. non ti ho ancora fatto i complimenti, ma questo blog mi piace molto, però io ora come faccio a fare i succhi di frutta??

    • Francesca dice

      Viva, viva la pigrizia!
      Grazie dei complimenti e per i succhi… riporterò di qua qualche ricetta.
      Con mooolta calma 😀

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