Nota I: il sesso. #Macelleria Sentimentale.

Non so se c’entri l’estate che scalda gli ormoni o il fatto che per la pioggia si è costretti a stare di più a casa sotto le lenzuola, ma qui in Macelleria siamo sommersi da richieste di ogni tipo riguardanti il sesso. Ho pensato di fare una piccola guida, una sintesi unica in cui racchiudere tutte le risposte, che tra trombamici e trombonemici mi sembra che ci sia un po’ troppa confusione.
La prima moglie del macellaio, la Bertilla, ci ha sempre detto che la donna lo deve fare anche se non sente nulla. Cioè, il sesso va fatto e il marito, per tenerlo fedele tocca prenderlo sopratutto per la pancia, -altro che sesso-, facendogli da mangiare bene. Era senza due dita: tagliando una carota per fare il soffritto del ragù le è sguillata la mannaia.
La duchessa di MonteOrbo invece, diceva che l’uomo lo conquisti con la dedizione: per essere felici bisogna avere occhi solo per lui. Il sesso deve essere fatto al buio e in silenzio perché non sia mai che l’uomo si accorga da qualche smorfia o sbadiglio, che ciò che sta facendo non sia proprio una perfetta prestazione. La povera Luisella è morta d’infarto quando dopo il servizio si è ritrovata nel letto il cocchiere, quello anziano, e non suo marito.
Ma vediamo chi ci ha contattato di recente.

Mi ha scritto un giovane, Leopoldo, che ritiene di doverlo fare una sola volta in settimana perché è convinto che il Pippiolino si depotenzi con l’uso quotidiano. Che la compagna lo descriva come impotente in un altro messaggio che ho ricevuto, lo ometto per rispetto.
La manetta rosa e pelosa dell’Arturo, gli ha slogato un polso. È in pena e pensa di dare via pure il gatto di casa, perché se vede pelo gli viene l’ansia e non gli funziona più.
C’è poi Liduina che scrive che se non lo fa abbastanza si irrancidisce e nessuno si avvicina per settimane, non pensa minimamente che questo succeda perché è antipatica e rinsecchita come la morte di suo.
Ce n’è un’altra poi, la Orietta, che usa il sesso come moneta di scambio, se lo fa almeno quattro volte in settimana, dice, il marito mi porterà al mare dove desidero. Sono anni che fa così e il trucco ha sempre funzionato. Il marito mi scrive che il sesso è monotono da anni e così cerca consolazione nell’internèt ma vabbè.
Marietta mi scrive che il suo compagno è malato, vuol fare all’amore appena finito di litigare.
Il frustino della Piera è stato usato senza di lei. Il Michele sostiene di averlo adoperato per cacciare una vespa molesta ma lei è convinta che lo usi in solitaria.
Guido si lamenta che la moglie, troppo tettuta, lo fa agitare e dopo un minuto si distrae ed ha finito tutto.
La coppia che compra sempre Frankfurter e salsicce d’asino, il Sandro e la Pinuccia, mi scrive che ha provato di tutto, ma non riescono a dirsi le parolacce come i loro amici che son tanto attivi e felici. E che ci scappa da ridere nel mentre: “Sei una porca” e giù a ridere fino alle lacrime.
Gualtiero va avanti ore mentre la moglie legge il Cucchiaio d’argento e programma la lista della spesa mensile. Dice che vorrebbe concludere più in fretta per risparmiare qualche cento euro perché la moglie compila liste infinite e non gli compra mai il burro di arachidi.
Faustino ci riesce solo se la Giannina si veste da infermiera. Lei ha cominciato a prenderci gusto: gli appiccica cerotti in ogni dove e lo imbottisce di sonniferi così alla fine non fanno nulla perché s’addormenta subito dopo cena. Così lei si lamenta che non lo fanno mai, logicamente.
Filippa mi dice che suo marito è in ospedale con il setto nasale rotto, lui nell’enfasi le ha dato uno sculaccione e lei un destro in pieno viso.

Una cosa che dovrebbe/potrebbe non avere nessuna controindicazione se svolta nel pieno rispetto della propria ed altrui volontà, è causa di paranoie immense. Assume la forma di una concentrazione ambigua di sentimenti negativi, vendette, egoismi, maleducazione e difficoltà. Il sesso esiste davvero e può essere un grande alleato: esiste davvero un modo per provare piacere senza troppo sforzo, mica come la dieta del succo di limone e crusca di segale bio. Non è una cosa strana e perversa, non è un male necessario, non è nemmeno un mostro e neanche una complicanza fondamentale, è una roba utile, è sesso e bon.
Solitamente è una piacevole pratica che rasserena i pensieri, allena il cuore e i muscoli e quindi è bene praticarlo, se spesso è ancora meglio. Perché per tutti arriverà un giorno in cui non funzionerà più qualcosa e ci si potrebbe pentire di non aver scoperto il piacere possibile, che a novant’anni certe posizioni sono inagibili per leggi fisiche e non per mancanza di volontà.

Converrebbe farlo e usarlo per i propri interessi senza dargli troppa importanza, senza significati intrinsechi e complicati. Farlo per godersela, mica per crearsi altri problemi. Farlo responsabilmente e con amore se ce n’è, con piacere e con gaudio massimo, per fare pace o per fare la guerra, male non fa.
Perché come diceva sempre il mio macellaio di fiducia, il Signor Mastronzo Felice, è meglio trombare che farsi troppe pippe (mentali e/o).
Non mi si dica che dicendo così lo svilisco eh, il sesso non si è mai offeso ad essere visto così com’è.

Era meglio quando per fare l’amore bastava un pezzo di prato e si voleva solo gioirne e nulla di più. Quando essere ingordi di piacere non era una cosa brutta o vergognosa ma una passione sanamente appagata.
Oh, l’estate è fatta per prendere il sole e per stare mezzi nudi mica per farsi le pippe! Che per carità, i problemi non hanno stagioni, è vero, ma alla mente spesso è meglio comandare di trombare piuttosto che ragionare.

PS. in caso di abrasioni da usura, un cucchiaino di bicarbonato in mezzo bidè d’acqua fresca è la manna, si sappia.

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