Macelleria sentimentale #3

Ero qui che mettevo in ordine le bollette e ad un certo punto appare il simbolo della busta delle mail sullo schermo. Ci clikko su senza pensare di trovare materiale per la  Macelleria Sentimentale ed ecco che mi ritrovo una confessione a cuore aperto di Fifi.
Fifi è quella che gira con le calze mezze giù e il rossetto rosso chic, sui denti. Il suo vero nome è Luigina Rufina Malarossa, proviene da una famiglia onesta di operai. Viveva in una casetta a schiera e coi suoi fratelli giocava sempre a nascondino e a biglie nella sabbia del parco vicino alla piazza Centrale. Porta minigonne inguinali e top maculati fucsia pure d’inverno. Ha una giacca giallo senape marcia che ne preannuncia l’arrivo da 200 metri di distanza e porta borse verde fosforescente in ogni stagione. In paese si racconta che abbia un marito da così tanti anni, 18 per l’esattezza, perché ha fatto un incantesimo con buccia di banane, peli di gatto e rospo vergine.

Ciao Macelliera, ti scrivo perché non so a chi altro chiedere consiglio. Sono tanti anni che sono accompagnata allo stesso uomo, persona onesta di certo, ma piuttosto complessa. Pensa che beve solo da bicchieri alti 13 centimetri e mezzo, vuole solo carta igienica a cinque veli, non sopporta le briciole sulla tavola, si impunta sul colore delle mie calze e guarda film improponibili. Se è in ferie pensa al lavoro e quando è al lavoro pensa alle ferie, uno strazio e al mattino gli puzza l’alito che sa di dentifricio alla fragola. Sto impazzendo e comincio a non reggerlo più.

Tutti pensano che io abbia fatto uno strano incantesimo per questi 18 anni di matrimonio, parlano anche di un rospo vergine, ma è una falsità. In verità ho cercato di costruire un rapporto in questi anni: non ho mai litigato troppo forte ma ho sempre fatto presente il mio punto di vista, ho sempre cercato di non essere troppo diretta, ho trovato modi alternativi per fargli capire ciò che non mi piace, ho provato anche a parlare in modo più che subdolo per ottenere ciò che voglio ma niente. Lui non capisce. Lui non ci arriva. Lui è limitato.

Tipo ieri sera gli ho detto: Non è normale sai, che facciamo all’amore solo tre giorni a settimana, sarebbe giusto che invece che giocare col tablèt facessimo all’amore. Non pensi che sia terribile scegliere il giuoco in confronto al fare all’amore? Alla tua età è vergognoso non sentire il bisogno di supportarmi nei miei desideri. Non capisci che il nostro matrimonio è sul baratro da 18 anni e che se non mi fossi accontentata ti avrei già lasciato?

Cose così insomma. Niente. Lui non capisce. Lui non comprende. Lui non supporta. Aiutami tu.

Carissima, la tua lettera mi ha un po’ sorpreso visto che in paese siete un’esempio di coppia ideale per molti: lui che ti apre la portiera della macchina, lui che ti accetta pure con le calze dai colori improponibili, lui che non inorridisce del rossetto sui tuoi denti, lui che a volte va in latteria a prenderti il pane… Per prima cosa ti dico che facendoli fare ogni sera dei risciacqui con acqua e bicarbonato, dovresti oggettivamente porre rimedio alla fiatella mattutina, che è la cosa più raccapricciante del tuo racconto.

Per il resto, sappi che nemmeno io ti comprendo: se ieri sera gli fossi semplicemente montata in braccio per esempio, saresti stata più esplicita e magari avreste pure quagliato. Tu non hai espresso dei desideri, lo hai torturato da lontano con frasi prive di vero significato. Cosa ti frullava davvero nella testa? Boh, non si capisce. Una frase che esprime un desiderio deve grondare di voglia e deve profumare di bramosia, deve esprimere quasi ingordigia e non deve essere l’espressione di un malessere, sono due cose diverse e tu facevi meglio a tacere. Ma dimmi, cara Fifi, avevi veramente voglia di fare l’amore tu? O sentivi semplicemente il bisogno di buttare su di lui colpe immaginarie per discolparti dalla tua non voglia? Quando lo descrivi e parli delle sue innocenti fisse ho pensato che un uomo come il tuo, che si pulisce solo con la carta igienica a 5 veli per non irritare una parte delicata ma non si arrabbia per il tuo modo di vestire, sarebbe l’ideale per molte donne.

No, cara Fifi, io non sono dalla tua parte, facevi meglio a tacere. Invece che spedire richieste di aiuto alla Macelleria, avresti dovuto rivolgerti al tuo lui e parlare onestamente di te e di voi. Invece che accusare dovresti comprendere un uomo, che nonostante tu non abbia un minimo di stile, ti è vicino da 18 anni. Altroché.

Anche un bravo analista potrebbe aiutarti.

Ciao.

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *