Lettera a mia figlia #2

Oggi è il tuo quinto compleanno e mi ritrovo in riva al mare a scriverti, mentre ti guardo contare i sassolini entusiasta. Cinque anni! Sono pochissimi e tantissimi allo stesso tempo, vero? Certe volte ti senti così grande da rispondermi male e altre ancora piccolina per le coccole.
Come avrai capito, questa è la mia ennesima lettera per te. Chepppalle. Per ora scrivo, un domani chissà 😉

Come da tradizione, appunto qualche pensiero, pochi per i miei gusti e troppi per i tuoi immagino. Questa volta mi piacerebbe scriverti di speranza, le regole e i consigli non richiesti te li sto inculcando da anni ormai, sappi che continuerò ancora per molto.
Mio padre diceva: ” chi vive sperando, muore ca*ando”. Non ho mai pensato che fosse un modo troppo brutto o tragico per morire ma ho sempre capito cosa volesse davvero dire: non si può sopravvivere sperando che vada meglio senza fare nulla, si deve vivere al meglio sperando, sognando “alto” e facendo in modo che ogni cosa si realizzi. Ecco.

Cara Elisa, sai tutte le cose belle che ti racconto? Quando ti dico che esiste per tutti una Bellezza che più bella non si può? Ecco, ad oggi ho la prova che tutto ciò che ti racconto è reale. È tutto vero cara pulzella e ora ci starebbe bene una bella pacca sulla mia spalla per tutte le volte che te l’ho ripetuto.

Esiste davvero la serenità
Non ci credevo del tutto, anche se avevo intuito la possibilità della sua presenza. Esiste un modo in cui non potrai che sentirti in pace, con te e con gli altri: succederà solo se avrai cura di vivere su un piano completamente reale e arriverà. Senza farti paranoie e perdere tempo in pensieri troppo astratti, senza raccontare o raccontarti bugie ti accorgerai che sarai in grado di accettare anche una sconfitta, una sofferenza o una perdita come una parte di te da amare. (perché, non scordarlo mai, tu sei tutta da amare)
Come quando sei delusa e arrabbiata per una caduta e se ti chiedo se ti sei fatta male mi rispondi “no, mi da fastidio cadere ma cápita”. O come quando sei offesa ed urli e poi mi cerchi e mi dici: “mi sono offesa ma ora sto meglio, cápita.” (bella che sei, avanti così!)
Non mescolare mai i piani: non mettere emozioni dove non sono richieste e non nasconderle dove sono presenti. Pensa a risparmio e solo ove necessario, non fare come me ed ogni cosa avrà un posto giusto e ti sentirai serena.

Esistono davvero famiglie serene
No, non ho detto senza problemi, non correre. Ho detto serene, dove l’affetto e la gratuità si respira in ogni sorriso. Dove anche un rospo in gola si può trattenere per rispetto e un magone si può condividere con garbo. Dove anche le discussioni e le insofferenze non generano rancore, in nome di un qualcosa che unisce e non divide.
Il mio augurio per te, per noi, è che questo modello che ti propino da cinque anni si riesca a realizzare.
Io ci credo, e se ci credo io!!! credilo anche tu possibile e vedrai che andrà tutto per il meglio, è un progetto esistente nel tuo, nostro DNA, quindi basta solo metterlo in atto.
Tieni sempre duro per ogni relazione che ritieni valida, lotta per essa con tutte le tue forze, vedrai che sarai ripagata.
Come quando litighiamo e a breve cerchiamo di spiegarci cosa è capitato e cosa possiamo fare meglio. Cápita. (dlindlon… consiglio non richiesto: non rispondermi mai più “mammmaaamiaaachePPPP”, sbuffando, perché ti attacco al muro, con molta delicatezza certo, ma lo rifarò)

Esistono davvero momenti precisi per il raccolto di tutto ciò che si è seminato con fatica.
Come quando ti sei difesa, gli ultimi giorni di scuola, per la prima volta da quel bimbo che ti spintonava e alzava troppo le mani. Lo hai fatto per non farti dare fastidio per l’ennesima volta e, nonostante l’enorme paura e i tuoi numerosi ed invani tentativi, sei stata molto coraggiosa.
Quando me lo hai raccontato, hai descritto un trionfo. Lo è stato.
Abbiamo parlato tanto di ciò che è il rispetto degli altri, degli spazi altrui e degli altrui corpi, ma sopratutto del tuo e credimi se ti dico che quella tua ribellione mi ha reso davvero felice: ti sei fatta rispettare. “Nessuno mi può mettere le mani (piedi) addosso, mamma”.
Cercheremo di capire anche come rispondere a tono (leggi “con sprezzante ironia”) a chi fa il bulletto, per ora lo spintone con il calcetto alla kenshiro va benissimo.

Esiste la possibilità di vivere la propria solitudine in modo costruttivo.
Come quando vai in camera tua a disegnare per poi tornare soddisfatta con le tue opere d’arte. Come quando stai da sola a fare la maestra e ad inventare racconti.
Essere soli e sentirsi soli fa spesso bene perché non si è dipendenti dalle voglie altrui ma solo ed esclusivamente dalle proprie.
Non temere mai la solitudine, perché sola davvero non lo sarai mai, a volte ti sentirai sola al mondo. Cápita.
Ma i tuoi progetti ti possono essere amici, i tuoi pensieri consolanti ed i tuoi ricordi ti possono fare compagnia e potrai conoscere meglio chi ti sta vicino senza troppe distrazioni.
Fatti furba, come ti dico sempre, non avere mai paura di non avere abbastanza intorno, tieni d’occhio solo e sempre ciò che hai dentro e vedrai che andrà tutto bene.

Esistono poi, dei luoghi del cuore, quelli che senti perfetti in tutto
Io ho trovato il mio ed averti al mio fianco insieme a tuo padre, ha reso tutto ancora più emozionante.
Grazie.
Qui abbiamo trovato quello di cui avevamo bisogno e ci siamo nutriti solo di Bellezza. Cápita a tutti, anche a noi.
Ora ce la portiamo a casa però. 😉

Allora amore mio Bello, tantissimi auguri! Ti auguro tutto il Bello possibile e voglio fare un augurio anche a me: essere capace sempre di parlarti della Bellezza che ti aspetta. Ci aspetta.

A Fano ci torniamo, non ti preoccupare.

La tua mamma.

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Commenti

  1. Silvia dice

    Quante parole Elisa! Ma tanto, lo sai, la tua mamma è così.
    Se leggerai questa lettera a… 15 anni, a metà sarai già stata distratta da una notifica sullo smartphone, dal selfie di un’amica che ti fa vedere il nuovo paio di scarpe, dall’ultimo post sul vostro gruppo segreto di amiche dove vi scambiate pettegolezzi e notizie su quello bellissimo della IV D, che forse ti ha guardato, ma magari guardava quella scema della III B (non so se ci saranno ancora le notifiche, il selfie e gli smartphone, ma di sicuro ci sarà ancora quello figo in una IV D).
    E va bene così, tesoro di zia. Distraiti, annoiati a metà, commuoviti ma fai finta di nulla, che ti vergogni a piangere di commozione a questa età, nella quale è lecito piangere solo di rabbia e sentimenti forti.
    Tanto son tutte cose che resteranno. No, non perché resteranno scritte, che il web è infame in questo senso, non cancella via nulla. Perché resteranno dentro, perché tutto questo non è scritto in una lettera, ma nella tua vita.
    Sei cresciuta in una famiglia strana, sai! Strana come tutte (leggiti l’incipit di Anna Karenina e, dato che ci sei, poi leggitelo tutto, che i classici fanno sempre bene. Tranne quella sciocca di Emma Bovary, intendo), che ti credi. Tua madre ha un sacco di pensieri che le frullano in testa, ma questo, tra dieci anni, lo avrai ben capito da sola. Sono pensieri buoni, complicati a volte, ma di buona qualità, ben torniti, sferici e compatti. Anche perché lei te li esprimerà solo quando sono pronti da sfornare, mai un minuto prima.
    Di tuo papà non posso dire, non lo conosco abbastanza. Ma quel che vedo mi piace parecchio, sai.
    Mi verrebbe da dirti “sei una ragazza fortunata”, ma mi sbaglio. Che fortuna, bella mia! Ce ne vuole a uscire solidi e con la schiena dritta da una famiglia così. Sei in gamba, non sei solo fortunata.
    Magari ora non ti va di finire di leggere sta lettera. Probabilmente tra altri 5 anni la andrai a cercare, per leggerla fino in fondo. Spero che allora sarai da qualche parte a costruire la tua vita e sentirai la voglia di un po’ di mamma vicina, che quando la chiami al telefono le dici solo che stai bene, va tutto bene, gli esami sono ok, vi vedete sabato quell’altro, che questo hai una festa e a casa magari non torni.
    Comunque dai, questa è la mamma che hai. Poteva andarti parecchio peggio. E poi a ognuno capita la mamma che, sicuramente, riesce a sopportare.
    Buon compleanno

  2. myriamwilma dice

    Francesca sei una madre stupenda sensibile vera e attenta .vedrai che nel tempo raccoglierai i frutti di ciò che stai seminando sul percorso di vita della tua meravigliosa bimba e se semini amore e verità questo poi ti ritornerà stai tranquilla. …..Quando crescono i figli capiscono che sei stata una rompipp….per il loro bene e ti ameranno ancora di più. …..

  3. dice

    Elisa, lo sai che non avevo mai considerato che tu e Alessandro avete solo pochi mesi di differenza???:) Auguri piccolina ,hai una mamma e una famiglia splendida… bimby compreso 🙂 un abbraccio

  4. Lorenza dice

    ..Franci.. sappi che le tue parole (bellissime) possono valere molto anche per chi ne ha compiuti 36 di anni 😛
    Auguroni alla piccola, ma a quanto leggo non COSì piccola, Elisa ed un abbraccio a te!!!

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