Le 5 cose che chiedo a Dio.

Caro Dio, sai che in te credo e non mi è mai interessato questionare con te e capire più di tanto i tuoi giochi, sono anche praticante sulla fiducia senza troppi dubbi, lo sai. Con te mi sono solo innervosita qualche volta e spero che tu, seppur onnisciente ed onnipotente, abbia già archiviato la pratica e te ne sia dimenticato del tutto. Non sono qui per chiederti qualcosa per me, non lo farei mai, ma per  fare due chiacchiere: facciamo finta per oggi che siamo due vecchi amici, ok?

Dunque, non voglio assolutamente dirti ciò che devi fare, non sia mai, ma ti chiederei un po’ di tregua e una soluzione veloce per quelli lì e quelli là, e poi ci sarebbe anche quella di su e quelli laggiù.  Immagino che tu sappia a chi mi riferisco, perché, caro Dio, io non sono mica più capace di vedere quelle e queste cose senza sperare in un tuo intervento.

Ogni mattina ci tento, ci credi vero? Faccio ragionamenti che filano via come gli scoiattoli davanti ad un rumore troppo forte, agili e velocissimi, ma mi ritrovo sempre, e dico sempre intendendo proprio ogni volta, con una ghianda per capello. Con le ghiande in gola o che rotolano  lontano.

E con tutta l’ignoranza che mi contraddistingue, finisce che faccio pensieri troppo poco leggeri per i miei gusti e finisco col prendermela con me.

E con tutta la più buona volontà, spesso mi viene voglia di menar le mani, i piedi e tirare roba. (Meno male che sei tu Dio e non io, quante botte che darei e prenderei…)

E nonostante la grande stima che ho per te, comincio a pensare che forse sei troppo indaffarato con cose ben peggiori e gravi, e allora mi scoraggio e mi salgono le lacrime. Sono un po’ stanchina, lo confesso.

E poi, tu sei abituato al concetto di eternità, noi, un po’ meno ti dirò.

(Oggi vanno di moda le liste, te ne sarai accorto, di seguito ti elenco ciò che già sai probabilmente, ma ho un blog e devo scriverlo, altrimenti ci capiamo solo in due.)

Le 5 cose che desidero da te, abbastanza presto, non subito, ma vedi il grassetto sopra:

-fulmini, ecco, ti chiederei qualche fulmine o botta in testa che anche contro il pensile della cucina potrebbe andare bene. Un botto che dia consapevolezza di avercela, una testa. E che forse vale la pena usarla per migliorare sempre, anziché complicarsi la vita dolorosamente;

-una carezza al cuore che sciolga ogni paura in quella bastarda malattia… con quel cuore lì, ti chiedo la massima dolcezza perché so che sai che se la merita ed è un Quore piuttosto provato ed appesantito ultimamente;

-un paio di occhiali con le lenti davvero appannate, sai di quelle fumé sporche? Ecco, affinché ci si debba sforzare davvero per cercare le cose belle smettendo di lamentarsi sempre e comunque andando in panico sprecando energie;

-una grande lezione di umiltà, un’ iniezione enorme di autostima e un carico di compassione ed empatia; sai già come distribuire, vedi tu come e quando (mi raccomando ancora, leggi sopra la constatazione in grassetto, sul tempo che scorre qui sulla terra), come detto, di te mi fido;

-amore, tanto amore, amore a profusione, amore semplice, amore riconosciuto e donato, amore per l’altro oltre che per sé stessi, amore pulito, amore potente, amore che guarisce, amore che unisce, amore che perdona, amore che dona, amore che sogna, amore che vive, amore che progetta, Amore che può cambiare le cose.

Qui credo di aver finito, grazie in anticipo e  di tutto e per il resto, ci sentiamo stasera.

Un’altra volta.

Ancora.

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