La mia amara metà.

1999
La metà del peso.
La metà della consapevolezza e della coscienza di me stessa.
La metà dei sorrisi.
La metà di tutto ciò che conoscevo e riconoscevo della mia vita.
La metà del dolore e della sofferenza che avrei provato.
La metà della considerazione che mi dovevo.
La metà della felicità che avrei provato solo nel dopo.
La metà degli ostacoli superati e delle difficoltà affrontate.
La metà di esperienze destinate a finire piuttosto male.
La metà di sicurezze.

Ero la metà, con una forma ben definita, troppo magra per reggermi con sicurezza sulle gambe e troppo confusa dal panico per sapere come mettere un piede dopo l’altro.
Un cuore a metà e una mente a metà. Un corpo funzionante per metà.

2014
Il doppio del peso.
Il doppio di risultati ottenuti.
Il doppio di emozioni provate.
Il doppio delle cose da insegnare.
Il doppio delle persone vicino al
Cuore.

Che l’equilibrio fosse il segreto l’ avevo già capito anni fa, anni in cui ogni particolare è stato volutamente soppesato e messo nel piatto di qua o di là.
Che l’importante fosse riuscire a vedere tutto con gli occhi di una consapevolezza nuova non sofferenzocentrica l’ho capito, l’ho fatto e cerco di farlo ogni giorno.

Ma il vero segreto, quello che mi ha insegnato a camminare davvero sulle mie gambe è che bisogna avere tanta pazienza.
Mentre mi muovo, cammino, sudo, mangio sano e con gusto e penso ai chili da buttare giù, mi rendo conto che la salute vera è arrivata quando sono riuscita a sbattermene della metà delle cose vissute o da affrontare, con il doppio della leggerezza.

Zen0 e menefrego
che può suonare molto fascista, sono l’unico modo sano che conosco per andare avanti oggi.

Avanti Savoia! (pure un po’ monarca)

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