Ho sognato il ritorno.

Buondì, non ho mai capito cosa spinga le persone a chiudersi a riccio invece che aprirsi alla vita, ai rapporti e a intraprendere il viaggio di ritorno a casa. Tutti se ne vanno prima o poi, si spera, il problema è davvero solo il voler tornare. Non ho mai capito perché sia così difficile affrontare ed imparare invece che nascondersi e giustificarsi.
Eppure succede, eccome se capita. A tutti, credo. Detto questo, ho sognato il mio ritorno a casa e so per certo che è proprio questa la mia casa. La casa è il luogo in cui ci si sente al sicuro, dove ci sono persone che ci amano e ci proteggono, che ci sanno capire o che vogliono provare a farlo.

solofrancesca è casa mia, sono stata troppo lontana da quel mio essere soloio insieme a chi ha scelto di starmi vicino nonostante tutto. Mi manca la Macelleria, mi manca l’entusiasmo dei mie scritti, mi manca terribilmente scrivere altro oltre la lista della spesa o i numeri su una fattura.

Ciò che ci viene dato da vivere è esattamente ciò che dobbiamo vivere, non ci sono mica molte scappatoie valide. (Chi le avesse trovate faccia un fischio, naturalmente, sono sempre curiosa davanti a certe scoperte). Perciò la scelta, in qualche modo, esiste sempre tra l’affrontare e fare finta di nulla/tergiversare. Il vero inghippo però è che, prima o poi, come dicono i saggi, tutti i nodi vengono al pettine e, dico io, son cazzi: tempo perso, errori di valutazione, abitudini malsane, confusione, arrabbiature, recriminazioni, è colpa tua, è colpa mia, è colpa di Pippo eccecc.

A volte ci si incaponisce a chiedere nel modo sbagliato ciò che riteniamo ovvio (solo noi) e invece che convivere amabilmente con dei difetti conclamati ed imparare a conviverci, ci si copre il viso con una mano e con l’altra ci si tengono forte le chiappe. Mi dicevo che fosse istinto di sopravvivenza, ho scoperto invece che sono tutti capricci. Eh.

Così, inaspettatamente, oggi ho sentito il bisogno fisico di tornare a casa, nel posto preciso in cui, sia realmente che virtualmente, mi sono sempre sentita solofrancesca, senza sovrastrutture e spesso senza contegno. Qui su questo web che mi ha permesso di scrivere ciò che avevo voglia di scrivere. Perché io, a questo web, devo molto.

Dire che sono tornata per oggi mi basta, perché in questo spazio non ho bisogno di altro che di essere solofrancesca e ne ho un tremendo bisogno.

Sono solo i morti che non ritornano, per dire.

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