Di bullismo prima di Natale.

Mia figlia ha cinque anni, da qualche giorno ha la scarlattina ed è dovuta stare a casa da scuola e perciò ho acceso anche la tv per alternare un po’ le attività di intrattenimento (e per staccarmela un po’ di dosso). Stamattina tra un cartone degli scarafaggi e uno di non so che altro, è passato lo spot contro il bullismo. No, non quello fatto a cartone animato con la voce di Mika che spiega ai bimbi che dai prepotenti bisogna difendersi parlando con chi ci si fida, ma quello di quel ragazzino/adulto a cui viene ficcata la testa nel gabinetto.  Questo qui per la precisione.

Non mi intendo di comunicazione e di qualità dei messaggi  dei media, mi è bastato un passaggio alla veloce di qualche programma di intrattenimento del pomeriggio per rifiutarmi categoricamente di guardarli e le mie scelte, anche per Elisa, vanno molto a sentimento. Non ho una base tecnica dunque, e, a parte qualche serata in solitaria davant ad amore criminale  per soddisfare una certa morbosità mensile di disgrazie, non sono troppo golosa di tv.

Fatta questa doverosa premessa, vorrei condividere la mia inquietudine verso questo spot che mi ha dato più di qualche spunto di riflessione: è piuttosto crudo, proprio come la realtà ed è diretto. Non ci sono colori, ma violenza, non ci sono personaggi di fantasia ma una scuola e un gabinetto, un branco vociante di quelli veri e un sopruso reale. Un pugno nello stomaco in pratica.

In un primo momento mi sono scandalizzata, mia figlia si è spaventata e mi sono sentita quasi in imbarazzo perché non mi sarei mai aspettata uno spot del genere su un canale per bimbi. Ma appena ho risposto alle sue domande -cosa fanno? e perchè?-, mi sono sentita quasi sollevata nel vederla di nuovo tranquilla. La sua riflessione è stata come sempre illuminante, concisa e con il finale personalizzato: esistono persone cattive – mi fido di te e te lo direi perché avrei paura –  dobbiamo parlare sempre e di tutto, mamma – se le persone avessero il cuore pulito, non succederebbe. Sono felice di averne parlato con lei, anche se in un modo un po’ inaspettato e sicuramente con qualche pausa di troppo. Ne abbiamo parlato anche con il suo papà, che ha raccontato di quel prepotente di X, che faceva dispetti a tutti quando era a scuola lui. Insomma, è andata.

Non credevo di affrontare questo argomento proprio quando mi ero ripromessa di postare solo leggerezza e risate pre natalizie , ma ecco, oggi mi sono detta che forse parlarne, in un momento dove molti sono tuttepallineestellefilanti, può essere di aiuto a stare con i piedi per terra. Col Natale si sta tutti più insieme e sarebbe un bel regalo, non solo per i nostri figli, dedicarsi del tempo anche per parlare e confrontarsi con più calma.

Regalare del tempo è il più bel regalo.

Torno a bomba: come genitore logicamente, vedo il bullismo come un pericolo che toglie il fiato, come un mostro che si sinsinua senza essere chiamato o cercato e spero che la mia cinquenne sappia sempre comportarsi nella maniera più opportuna e migliore. Esattamente come ha reagito il figlio dell’Amica di sempre, che ha saputo riconoscere il sopruso nell’atteggiamento di un altro bimbo ed ha allontanato il bullo cancellandolo da un gioco online. Posso dire, sì, che sono tanto orgogliosa di lui? Grazie.

bullismo wa

L’ultima frase è: Fatto. Ti ho eliminato da Klash of clans.

Ps: la sua mamma non è riuscita a rubare la foto completa dell’ultimo messaggio. E comunque sì, in certi casi lo screenshot e la violazione della privacy, va giustificato 😀

Ps2: no, lo spot non mi piace per niente, non da nessuna info pratica; ringrazio il passaggio in tv per aver dato modo di parlarne ma spero di non vederlo più.

Commenti

  1. dice

    L’ho visto ieri anche io. Di sfuggita, tra i lavori domestici ed i figli da seguire (uno i compiti, l’altro con la frigna serale). In difesa dico che l’ho visto su un canale di cartoni per bimbi grandini, cioè quelli dove anche il contenuto dei cartoni stessi è ampiamente discutibile tra maleducazione, prepotenza, qualche scurrilità e cose del genere (mea-culpa: glieli faccio vedere anche se non concordo perchè con papà e nonni paterni li guardano e mi sono stancata di passare sempre per la stronza che non vuole, non posso certo dirgli che papà e nonni non capiscono niente e la sera dopo 10 ore di lavoro sono troppo stanca per discutere più di mezz’ora con due cosini molto più tenaci di me che sanno dove colpire per vincere). Però anche io ho notato la totale assenza di “come fare”. Solo il sopruso e l’umiliazione, ma nessuna scappatoia, nessun suggerimento su come evitarlo o come difendersi. Brutta cosa, brutta, brutta, brutta.
    In compenso mi piacciono molto quelli con Mika che parla, anche se il mio grande forse non ha capito il messaggio visto che quando dice “parla” mi chiede “ma come faccio a parlare con la tv?”. Ho il forte dubbio che mi perculi pesantemente, ma è così bravo a farlo che non capisco se il ghigno me lo immagino io o c’è davvero. 🙂

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