Come ti saluto un disturbo e mi abbuffo di abbracci.

-Ma a te cosa piace mangiare? C’è qualcosa a cui non potresti mai rinunciare?-

-Mah.-

-Insomma, sei una brava cuoca, il tuo piatto preferito? Quello che piú ami cucinare?-

-…-

-Ti guardo… Sei obesa! Ti immagino una godereccia, una che magna senza pietà insomma. Dai, su, dimmi qualcosa!-

-Non ho nulla da dirti.-

-Il cibo è stato il tuo chiodo fisso, la tua ragione di vita, un fritto non lo puoi rifiutare, dai!-

-Mi è venuta la gastrite a furia di rimpinzarmi di roba che fondamentalmente non mi piace troppo. La roba calorica mi ha sempre nauseato.-

-Cioè?-

-Ho fatto scelte alimentari molto audaci, per il piacere di averti al mio fianco.-

-Vuoi dirmi che ti piace tutto e niente, basta che sia facile da fare?-

-Sì.-

-Tutto meglio ancora, se fatto da altri?-

-Sesso a parte, direi di sì.-

-Mi stai dicendo che rinunci tranquillamente all’idea di piatti succulenti per due spaghetti aglio olio, solo perché sono poco laboriosi da fare?-

-Se potessi permettermi una cuoca, la assumerei subito, sì.-

-Ma come?! Mi crolla un mito! Io ti immagino come nonna Papera da sempre, ne sai a pacchi sul cibo e non posso pensare che tu ci abbia a che fare solo per dovere. Mi deludi profondamente.-

-Mi piace nutrire in modo sano la mia famiglia, lo sento come un mio dovere di madre. Altro non mi interessa al momento.-

-Ah. Ma dunque è una nuova scoperta anche per te questa?-

– Ci sono arrivata piano piano e con tanto lavoro, tu non sei il mio disturbo.-

-Ma è un lutto, credimi! Il 99% di te non lo vorrà mai, e poi c’è lei, che ti ha spinto ad avere una dipendenza, la sua, che non potrà mai accettarlo. Tua madre si sentirà tradita.-

-…-

-Dunque?! Problema suo, disturbo suo, appioppato con molta buona fede e ingenuità di figlia tua, nel fartene carico?-

-Non è mai tutto bianco o nero, ma ecco, le sfumature di grigio intorno al cibo nel mio caso non sono solo 50. Sono arrivata però al punto di concedermi questo pensiero: credo proprio che per indole, il mio personale rapporto con il cibo sia davvero sano. Dopo anni di indagini, è una certezza ed avevo solo bisogno di accettarlo.-

-Finisce tutto così? Con te che non adori impastare, menare mestoli, abbuffarti e vorresti un maggiordomo solo per farlo cucinare?-

-Non amo cucinare, mi fa perdere un sacco di tempo. Intravedo la possibilità di farmi abbracciare tutte le volte che ho un buco allo stomaco, questo sì. Credo che invertire completamente atteggiamento farà guarire del tutto le mie ferite.-

-Ma tu non puoi lasciarmi così, non è giusto! Sono più di vent’anni che mi tieni vicino, non può finire tutto così.-

-Potrebbe essere un punto di partenza, non trovi? Per me dico. Tu puoi andare a farti fottere per quel che mi riguarda. Sei stato utile solo a farmi peggiorare. Se penso a tutti gli abbracci respinti ti spaccherei la testa.-

-Non sei in te. Ti prego, siediti qui e guarda nello stipetto sopra i coltelli che c’è del cioccolato dai. Fai la persona seria e non fare la matta.-

-Ma va, va.-

-Davvero è finita? Pane e marmellata?-

-Un abbraccio, solo un abbraccio.-

-Sei ingrata! Tanto lo sai che quell’abbraccio non lo riceverai mai! Formaggio grana?-

-Di quegli abbracci ne ho presi molti, ora ho scoperto che sono altre le braccia che desidero.-

-Ma mi molli così?-

-Eh. Mi sa di sì, io neanche ti volevo.-

-Ma come farai ora a impastare con passione?-

-Ho l’impastatrice da anni per non fare fatica e non imbrattarmi le mani, pensaci.-

-Ma come potrai rinunciare a mescolare un risotto o un sughetto delizioso?-

-Ho ceduto al Bimby, credimi.-

-Chi ti abbraccerà sentira i tuoi rotoli, che vergogna!-

-Ma sentirà tutto il mio vero calore. E gli abbracciatori hanno passato una grande selezione.-

-…-

-Sei tu ora, senza parole?-

-Mi spiace per il disturbo.-

-Grazie al cà… Ma va bene così.-

-Mi spiace davvero…-

-Ho provato a vomitarti, a purgarti e a combatterti, non credevo che bastasse guardarmi e guardare la realtà dei fatti. Ora scusa, ma devo scaldarmi da mangiare.-

Pane buono

 

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