La mia amara metà.

1999
La metà del peso.
La metà della consapevolezza e della coscienza di me stessa.
La metà dei sorrisi.
La metà di tutto ciò che conoscevo e riconoscevo della mia vita.
La metà del dolore e della sofferenza che avrei provato.
La metà della considerazione che mi dovevo.
La metà della felicità che avrei provato solo nel dopo.
La metà degli ostacoli superati e delle difficoltà affrontate.
La metà di esperienze destinate a finire piuttosto male.
La metà di sicurezze.Continua a leggere

Funziona il perdono responsabile?

Forse è solo una questione di perdono responsabile, vai a capire…

Chiedo perdono per tutte le volte che ho incolpato qualcun’altro pur di non prendermi la responsabilità di ciò che ho detto e fatto, senza morire di vergogna.

Chiedo perdono per le offese urlate e per le parole taglienti sibilate, senza sentirmi un mostro senza cuore.

Chiedo perdono per tutti i consigli non richiesti dati, senza sentirmi mortificata.

Chiedo perdono per il sarcasmo usato e non compreso, senza sentirmi incompresa.

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Arrabbiature sane per tutti: l’incazZen.

La mia paura più grande e terrificante è quella di litigare con qualcuno, tipo al telefono e di non rivederlo più. Cioè, mentre discuto con una persona che guida o che deve allontanarsi o che è lontana, ho paura di non risolvere la discussione e che non ci sia o sarà più occasione di farlo.
So che è una cosa un po’ da sfiga nera, sarà anche che sono condizionata dai lutti subiti, ma è così. Ho sognato ormai non so più quante volte, di una coppia di Carabinieri che bussano alla mia porta per dirmi che c’è stato un incidente, che lui è morto, che io non posso più parlargli perché non è nemmeno all’ospedale ma già andato e mi sveglio madida di sudore, con il fiato corto e con l’unico sollievo di avergli allungato la vita, forse. C’è sempre tempo, mi dico.

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San Valentino, la scoperta.

Arrivo alla fine di certe settimane e mi rendo conto di quante cose avrei voluto fare e non sono riuscita nemmeno a cominciare di pensare a farle. (picco influenzale pervenuto)
Malinconia e noia ci hanno travolto, poco sole e scarsa capacità nel chiedere aiuto hanno messo il timbro a giornate dette anche “schifosette”, che non sono proprio schifose ma fastidiose.
In questi momenti si annida in una parte poco esplorata della mia mente un sottile senso di inadeguatezza, mi dico che dovrei riuscire a fare tutto.
Quando vedo che la verdura fresca non c’è più e che dovrei fare una bella spesa di vitamine che combattono meglio febbre e raffreddore, che vorrei scrivere qualche post ma mi si incrociano le idee insieme agli occhi, che ho in sospeso lavatrici e pacchi di roba da piegare o stirare coi pavimenti che gridano vendetta e cose così, mi fermo.Continua a leggere