Auguri, sempre.

A me il papà manca.
Il mio papà mi manca.
E non me ne frega nulla di quelli che dicono che oggi è una festa del menga, quanto spreco di energie essere kontro a prescindere. Ci sono giornate che fanno battere forte il cuore e ben venga la festa commerciale se serve a fare un pensiero in più, per certi sarebbe un fortuna tra l’altro.

Non si festeggia un sentimento o un affetto, non si fa un regalo perché lo fanno tutti, ma si gioisce perché si ha, si è avuto un padre o si è reso qualcuno padre. Con la stessa gratitudine di essere potute diventare madri. Io oggi gioisco di averne avuto uno e di avere al mio fianco il padre di mia figlia, per me non è tutto scontato.

Oggi mi manca mio padre, colui che mi ha insegnato a volare sempre oltre, a volare sempre alto pur rimanendo coi piedi per terra. Colui che mi ha fatto capire che chi si ferma non è fottuto, ma tremendamente stupido. 

Oggi voglio ricordare tutte le volte che mi ha goffamente accarezzato o abbracciato. Darei un braccio per un suo bacio. Voglio pensare anche alla volta in cui, mentre stringevo le mani di mio fratello si è addormentato. Perche non ricordare anche IL saluto?

E poi voglio fare gli auguri a mio marito perché è un padre che abbraccia e gioca, a tutti i padri che ci provano, a quelli che non ci riescono e sperano di migliorare, a quelli che ci sono e quello che vorrebbero esserci, a G. e G. perché, anche se molto diversi per me sono stati amori a prima vista, al padre di un’amica che lotta con coraggio contro il cancro e a mio padre, sempre.

Auguri.

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Lettera a mia figlia #2

Oggi è il tuo quinto compleanno e mi ritrovo in riva al mare a scriverti, mentre ti guardo contare i sassolini entusiasta. Cinque anni! Sono pochissimi e tantissimi allo stesso tempo, vero? Certe volte ti senti così grande da rispondermi male e altre ancora piccolina per le coccole.
Come avrai capito, questa è la mia ennesima lettera per te. Chepppalle. Per ora scrivo, un domani chissà 😉

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