Come ti saluto un disturbo e mi abbuffo di abbracci.

-Ma a te cosa piace mangiare? C’è qualcosa a cui non potresti mai rinunciare?-

-Mah.-

-Insomma, sei una brava cuoca, il tuo piatto preferito? Quello che piú ami cucinare?-

-…-

-Ti guardo… Sei obesa! Ti immagino una godereccia, una che magna senza pietà insomma. Dai, su, dimmi qualcosa!-

-Non ho nulla da dirti.-Continua a leggere

Le 5 cose che chiedo a Dio.

Caro Dio, sai che in te credo e non mi è mai interessato questionare con te e capire più di tanto i tuoi giochi, sono anche praticante sulla fiducia senza troppi dubbi, lo sai. Con te mi sono solo innervosita qualche volta e spero che tu, seppur onnisciente ed onnipotente, abbia già archiviato la pratica e te ne sia dimenticato del tutto. Non sono qui per chiederti qualcosa per me, non lo farei mai, ma per  fare due chiacchiere: facciamo finta per oggi che siamo due vecchi amici, ok?Continua a leggere

Dialogo realmente sentito.

-Uè sono Amur, posso sedermi?-

-…ancora tu? Pensavo di starti sui cuori.-

-Ma va, a me di te non è che importa più di tanto, io penso a fare per bene le cose per me stesso. E sui cuori non mi sta nessuno.-

-Ecco.Appunto. Simpatia portami via.-

-Lavoro per me stesso, sono freelance.-

-È una cosa grave? Devo mettere su il caffè?

-No, non bevo e non mangio, ti seguo e basta.-

-Pure? Sei inquietante, lasciatelo dire.-Continua a leggere

L’elogio alla pazienza.

imageSono nata impaziente.

Fretta di agire, di ottenere ciò che volevo, di bruciare le tappe, di fare tutto quello che desideravo, di prendere decisioni, di imparare, di consumare una relazione, bramosia di sapere e sopratutto di parlare. Mi piaceva tutto questo brio, questa vivacità ed impulsività dello scattista di professione; mi piaceva avere sempre qualcosa da fare senza bisogno di pensarci troppo su e mi sentivo sollevata ad ogni passo -seppur frettoloso-. Mi pareva di aver sempre risolto tutto, di aver trovato il compromesso geniale, il rimedio ad ogni cosa, il riparo da ogni problema, la scappatoia più furba insomma e se non reagivo in breve ad un qualsiasi stimolo, sentivo di aver fallito. È capitato pochissimo infatti.Continua a leggere

Io (e la mia) signorina.

La lucidità e l’onestà non sono una cosa scontata e ci si può sempre lavorare su, questo ho imparato. La pulizia dentro, fa ordine anche fuori.

Ho imparato pure che quando riesco a spaccare un capello con la precisione di un chirurgo, dentro al petto il cuore fa fatica a rimanerci. Mi scioglierei in baci, abbracci e urletti emozionati da oca giuliva. Anzi, credo che mi farei abbracciare fino allo sfinimento perché essere equilibrati e precisi nel mettere le mani nelle emozioni di chi amo mi fa venire tanto sonno ed è troppo tempo che non mi addormento da abbracciata e non da abbracciante.

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