Ho sognato il ritorno.

Buondì, non ho mai capito cosa spinga le persone a chiudersi a riccio invece che aprirsi alla vita, ai rapporti e a intraprendere il viaggio di ritorno a casa. Tutti se ne vanno prima o poi, si spera, il problema è davvero solo il voler tornare. Non ho mai capito perché sia così difficile affrontare ed imparare invece che nascondersi e giustificarsi.
Eppure succede, eccome se capita. A tutti, credo. Continua a leggere

Macelleria Sentimentale: di aggiunte e sottrazioni.

Fra una settimana aprono i Mercatini di Natale qui in zona, siamo già tutti in fibrillazione: turisti che vengono da ogni dove che impazziscono per l’angelo finto con la boccuccia a O, che si rincretiniscono per un vin brûlé da 10 euro al millilitro, che vagano infreddoliti alla ricerca di un souvenir da 100 monete da due nette e che si divertono a fare le sardine. Ecco. (Mi pare sciocco ribadire quanto io sia orgogliosamente asociale sotto le feste e non)Continua a leggere

Meglio soli o accompagnati?

È una vita che ripeto “bisogna bastarsi” ed è una vita che non mi basto. Credo. Perché altrimenti avrei risolto tutto, no? La cosa comica è che per contrastare la mia solitudine ho trovato compensazioni non sempre lecite, ho costruito muri alti, ho indossato corazze, ho intrapreso lotte con tattiche che gli spartani si sognavano ed ho allacciato  relazioni pericolose. E tutto questo perché? Mi chiedo.Continua a leggere

Altro elogio alla tristezza.

Sono tornata. 

Sono tornata solo perché ho visto questo cartone animato di cui parlano tutti e sono tornata perché ho capito che l’Internèt non poteva fare senza una mia recensione. Già.

Il film mi è piaciuto molto, anzi, dire molto è troppo poco, il film l’ho amato e lo amo, punto. Mi sono innamorata letteralmente di Tristezza: goffa quanto basta, blu come il cielo e i miei adorati Puffi (o il più recente Megamind),  con la voce da sonno e pigrizia, con l’insolenza del pessimismo e fastidio, e simpatica perché tenerona del menga.

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